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Cloud Computing & sport, Microsoft Azure scende in campo

scritto il 24 gennaio 2012 nessun commento

Tra le tante possibili applicazioni del cloud in ambito medico, una, veramente singolare, è quella messa a punto da X2Impact, una start-up americana con base a Seattle, che opera da due anni nel settore delle nuove tecnologie applicate allo sport. Ebbene, X2Impact ha sviluppato un particolare paradenti, di quelli utilizzati dagli sportivi, che integra una serie di sensori che rilevano l’impatto, memorizzano sotto forma di dati digitali le informazioni generate dall’urto e li trasmettono ad una piattaforma cloud basata su Microsoft Azure.


x2impact cloud azure Qui i dati vengono elaborati in tempo reale e utilizzati dai medici per valutare i possibili danni provocati dall’impatto e se, ad esempio, è il caso o meno di far continuare la partita al giocatore.

La società è stata fondata da Christoph Mack, un inventore che ha già lavorato presso Nike e Apple, e da Rich Able, un esperto in nuove tecnologie che si è buttato a capofitto nel progetto dopo l’esperienza del figlio, messo ko dagli effetti postumi di uno scontro subito durante una partita di football.

Ma come funziona il paradenti? Quando si verifica una collisione, i microscopici sensori giroscopici integrati nelle plastiche, rilevano le variazioni di accelerazione lineare e rotazionale riuscendo a dare una panoramica di cosa sta accedendo all’interno del cranio dello sportivo.

I dati vengono trasmessi via wi-fi a dei ripetitori wireless dislocati a bordo campo e rimbalzati ad una piattaforma cloud basata su Microsoft Azure. Qui vengono confrontati con i dati provenienti da altri impatti dello stesso giocatore nel corso della stessa partita e con quelli di altri giocatori.
I medici a bordo campo avranno così modo di controllare, anche su smartphone o iPad, i dati e per prendere le decisioni del caso.

x2impact cloud azure smartphone x2impact cloud azure ipad


La tecnologia sviluppata da X2impact arriva in un momento in cui i traumi al cranio nello sport negli Stati Uniti si sono trasformati in un problema nazionale. La National Football League (NFL) ha infatti di recente deciso l’impiego di test standardizzati per decidere se un giocatore possa continuare o meno una partita dopo aver preso un colpo alla testa. Il dispositivo è già stato testato sui giocatori della squadra di calcio dello Stanford, nonche sui giocatori di football dei Seattle Seahawhs.
A breve, il sistema dovrebbe essere commercializzato su larga scala da Bite Tech, partner di X2Impact nel progetto, il costo del sistema si aggira sui 150 dollari a giocatore monotorizzato.

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